Mi ero ripromessa di non leggere i disegni di legge sfornati da questo governo, data l’evidente assenza di maggioranza che li porta a modificarli, accantonarli, stravolgerli prima ancora di averli sottoposti al vaglio del parlamento, che in teoria dovrebbe essere l’unico potere legislativo, ormai esautorato dalle sue funzioni, ma tant’è.
Visto il polverone che si è levato e l’interesse professionale diretto, non ho resistito alla tentazione masochista di leggere il ddl sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.
E, come immaginavo, la speranza di trovarvi la seria riforma di cui avrebbe bisogno la magistratura italiana si è scontrata con l’ennesima dimostrazione dell’intoccabilità di questo potere, che ormai ha preso definitivamente il sopravvento su tutti gli altri.
Hanno un bel dire Di Pietro e l’ANM che non corrisponde alle loro aspettative.
Se è per questo, corrisponde ancora meno alle aspettative degli italiani.
Il succo è, infatti, sempre lo stesso: vietato giudicare i giudici.
Per quanto i relatori abbiano cercato di apprestare qualche blando strumento di valutazione della professionalità, i criteri e i metodi di giudizio mi sembrano decisamente ridicoli.
Non solo il meccanismo per prendere qualsiasi tipo di provvedimento, anche solo lievemente incisivo, nei confronti dei giudici incompetenti (e, credetemi, ce ne sono tantissimi) è lungo e farraginoso, ma, se anche un magistrato dovesse combinarne di tutti i colori, dopo anni e anni di valutazioni negative, che certo nessuno si sognerebbe di dargli, al massimo rischia una sospensione degli aumenti automatici di stipendio, che ovviamente nessuno si preoccupa di eliminare.
Ma non solo, anche se è una capra, nessuno lo smuove dalle sue funzioni di giudice, libero di continuare a far danni ai cittadini, ma non gli si possono affidare incarichi extragiudiziari.
Santa pazienza!
Dovrebbe essere l’inverso. Se è incapace, lo togli dai tribunali e lo metti in qualche ufficio dove non possa fare danni a chi chiede giustizia, non il contrario!
Che razza di logica è questa?
Cosa denota una tale impostazione? Niente altro che menefreghismo totale nei confronti dei cittadini, a cui vengono lasciati i magistrati scarsi per giudicare le loro disgrazie, mentre quelli bravi vengono dirottati su incarichi extragiudiziari!
Io lo trovo semplicemente assurdo. Alla faccia della giustizia amministrata in nome del popolo!
Ma al di là di tutto, queste sono tutte chiacchiere, perché la sostanza è che nessun giudice pagherà mai nulla per le sue colpe, perché, ne siamo consapevoli da 60 anni, cane non mangia cane.
Così come, fino ad oggi, i provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati si sono contati sulle dita di una mano, per il semplice fatto che il CSM è totalmente in mano loro, anche con questa riforma nulla cambierà in tale direzione.
Quel che, infatti, risulta evidente è che, non solo i magistrati non vogliono essere giudicati, ma, se proprio qualcuno deve farlo, devono essere altri magistrati.
E così, i consigli giudiziari, istituiti dalla precedente riforma Castelli proprio per valutare, tra l’altro, la professionalità dei magistrati, che prevedevano, pur se in minoranza un certo contrappeso ai membri togati (7 su 13), e di cui dovevano far parte anche 5 avvocati, 1 professore universitario e 1 giudice di pace, sono stati stravolti dando una schiacciante maggioranza ai magistrati (che passano a 8 su 11) ed a cui si dovrebbero opporre 2 poveri avvocati e 1 professore universitario.
E pensate che Di Pietro e i magistrati si lamentano perché a loro sembrano troppi persino questi 2 avvocati, su 11 membri, che si permettono di mettere becco nel loro lavoro.
E ci mancherebbe!
Ma qualcuno mi sa spiegare per quale strana logica i giudici dovrebbero essere in grado di valutare meglio, ed in modo più imparziale, se stessi e i propri simili di quanto potrebbero farlo gli avvocati, che ci lavorano quotidianamente?
Blaterano tanto di casta e non si rendono conto che il più macroscopico caso lo abbiamo nel potere più potente e intoccabile d’Italia.
Se davvero volessimo avere una giustizia che funziona, ogni singolo giudice dovrebbe essere valutato da ogni avvocato e da ogni cittadino-parte per ogni singola causa che tratta.
Provate a dare un questionario, magari anonimo per evitare ritorsioni, in cui esprimere un giudizio all’esito di ogni processo.
Davvero ne vedremmo delle belle.
E questo sarebbe il minimo.
Ci abbiamo persino stravinto un referendum sulla responsabilità personale dei magistrati per gli errori giudiziari e dopo anni e anni credo che non ne sia mai stato condannato neppure uno.
Strano no? Cane non mangia cane. Siamo sempre lì.
Guai anche solo a nominarli, guai a sfiorarli, sono peggio dei pali dell’alta tensione.
Poi, però, leggi delle schifezze che fanno alle spalle dei politici, per scalzare quelli a loro non graditi e ti si accappona la pelle sulla nuca.
I servizi segreti spiavano i magistrati politicizzati? E allora? Bene facevano.
A che caspita servono i servizi segreti se non a verificare che non ci siano attentati, da parte di chiunque, inclusi i magistrati, alle istituzioni democratiche?
Stanno tutti a stracciarsi le vesti perché qualcuno ha osato spiare i magistrati politicizzati. Ma possibile che nessuno si renda conto che lo schifo è, invece, proprio che esistano magistrati politicizzati, che cercano di influenzare la politica di governo e parlamento?
Ogni tanto mi sembra di vivere proprio in un mondo che gira al contrario.
Giusto l’altro ieri avevo visto uno spiraglio di luce leggendo della sentenza con cui
Ed oggi di nuovo il buio.
Baci Ba

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