venerdì, 19 giugno 2009
Mannaggia alla mancanza di tempo. Avrei voluto martellarvi per convincervi ad andare a votare sì al referendum, ma ho troppo da fare.
Ragionate, per cortesia. Non pensate solo a domani, ma andate oltre col pensiero.
Che siate di destra o sinistra, non possiamo pensare solo a Berlusconi, ma bisogna andare oltre e ragionare sul lungo periodo, alla governabilità, ai costi per l’Italia, ai benefici che trarremmo dall’approdo al bipartitismo.
Ma quale assalto alla democrazia? Dittatura? Fesserie.
Le più evolute ed efficienti democrazie del mondo si basano su un sistema bipartitico e sono la migliore dimostrazione delle bugie che vi raccontano oggi per indurvi ad astenervi.
Illustri economisti hanno dimostrato che i costi dello Stato sono direttamente proporzionali al numero di partiti che si vogliono spartire le poltrone e non è difficile capirne il motivo.
Basta guardarsi intorno. Nella spartizione degli incarichi, ogni partito che abbia un minimo di potere di ricatto pretende le sue poltrone nelle amministrazioni pubbliche, così come nelle società partecipate, al punto di costringere alla moltiplicazione di consiglieri, amministratori e direttori vari pur di accontentare tutti.
La casta è tutta lì.
Ma davvero credete alla fesseria che i politici che oggi militano nei partiti piccoli sparirebbero? Il loro spirito di sopravvivenza e soprattutto il loro bacino di voti li porterebbe inevitabilmente ad entrare nei due maggiori partiti, dove continuerebbero ad avere il loro peso, ma quanto meno ridimensionato ai loro effettivi voti.
Oggi accade esattamente il contrario, il potere di ricatto li porta ad avere un peso specifico che non è assolutamente proporzionale al loro effettivo peso elettorale.
E sarebbe questa la democrazia che vorremmo salvaguardare? Ma che vadano tutti a ripetizione di matematica e di educazione civica, per favore.
Non fermatevi a Silvio, lo ripeto. Purtroppo per chi lo sostiene, per fortuna per chi lo odia, non durerà in eterno. Anzi, questa è quasi sicuramente la sua ultima legislatura, quindi qualsiasi legge elettorale avremo non lo toccherà direttamente.
Ma è proprio per questo che dobbiamo pensare al dopo. Da chi vogliamo farci governare dopo di lui? Da un capo del governo ricattato dal partitino di turno, magari appeso a 3 senatori come il vecchio Prodi che a sinistra tanto rimpiangono?
Oppure da un leader che abbia saputo farsi largo all’interno del suo partito ed ottenere prima di tutto la maggioranza di consensi dei suoi stessi elettori?
E come lo vogliamo far governare questo disgraziato Paese? Da un premier immobilizzato dai compromessi continui tra i partitini della sua coalizione?
Oppure da un presidente del consiglio che abbia una maggioranza forte che gli permetta di attuare il suo programma senza cedere ai ricatti?
Lo so che è difficile, ma per una volta dimenticatevi dell’esistenza di Silvio e pensate all’Italia.
 
Baci Ba
 
P.S.: Se ancora non vi ho convinto, rileggete questi:
http://barbaradi.splinder.com/post/13036576/SEI+ANDATO+A+FIRMARE+PER+IL+RE
http://barbaradi.splinder.com/post/11148177/INTERESSI+PRIVATI+E+DANNI+PUBB
postato da: barbaradi alle ore 11:13 | Permalink | commenti (6)
categoria:referendum, legge elettorale
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